Testata: Siquas-VRQ
Editore: Siquas-VRQ
1. Presupposti
1.1 Le raccomandazioni della Società Italiana per la Qualità dell’Assistenza Sanitaria (SIQuAS) sono la sintesi di 3 insiemi di informazioni sull’argomento “tempi e liste di attesa”: il primo è ricavato dalla letteratura internazionale; il secondo da esperienze e testimonianze internazionali e nazionali; il terzo da una esperienza pionieristica nazionale, attualmente in fase di sviluppo, di applicazione di un modello di priorità cliniche per l’accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali. Tale sintesi è stata proposta dall’estensore delle raccomandazioni al Comitato Tecnico Scientifico, al Consiglio Direttivo e ad alcuni soci che hanno manifestato interesse a dibattere sull’argomento. Pertanto, il documento che segue rappresenta la prima versione delle raccomandazioni SIQuAS su tempi e liste di attesa.
1.2 Considerato il crescente utilizzo di modelli di priorità nella gestione dell’accesso alle prestazioni specialistiche, l’argomento “tempi e liste di attesa” va affrontato congiuntamente alla presentazione e discussione dei modelli di priorità di accesso.
1.3. Il significato di priorità contenuto nelle presenti raccomandazioni va inteso, se non diversamente specificato, nel senso cronologico con cui viene assegnata una posizione nella lista di attesa e non nel senso più ampio datogli dalle scienze economiche (priority setting) la cui applicazione pratica può determinare la mancata erogazione di alcune prestazioni a favore di altre.
1.4 L’ancora poca letteratura a sostegno del valore del fattore tempo nella gestione di pazienti affetti da specifiche patologie, rende necessario effettuare ricerche a dimostrazione del valore temporale connesso alla necessità di intervento per gruppi omogenei di patologie e quadri clinici. I risultati che conseguiranno a tale filone di ricerca daranno riferimenti importanti per la gestione del rischio clinico, nello specifico per evitare il rischio di danno dovuto al ritardo diagnostico.
1.5 Pur differenziandosi molto la modalità di decidere da parte del medico quando la diagnosi è già stata effettuata da quando non lo è ancora, essendoci in quest’ultima condizione una maggior incertezza decisionale per carenza informativa, le raccomandazioni valorizzano scelte e comportamenti che sono declinabili sia nell’accesso alle prestazioni terapeutiche (diagnosi certe o molto probabili) sia nell’accesso alle prestazioni diagnostiche (diagnosi incerte).
1.6 L’uso appropriato di priorità cliniche presuppone una adeguata gestione della domanda di prestazioni e ciò sarà possibile, considerata la scarsità di evidenze e l’incertezza decisionale, soltanto tramite una forte alleanza fra agenti della domanda e agenti dell’offerta. Di conseguenza l’argomento “priorità cliniche e tempi di attesa”, all’interno del servizio sanitario pubblico, rientra nel campo della clinical governance.
1.7 Visto quanto sopra, per la realizzazione e la diffusa applicazione di modelli basati sulle priorità è necessaria l’adozione di stili di direzione partecipativi, ove viene fatta prevalere la leadership clinica contro l’uso del potere coercitivo o del solo potere di legittimazione (Hersey and Blanchard, 1982).
1.8 Ne consegue la necessità per i clinici di disporre di quadri intermedi, categoria di professionisti del resto già presente nel mondo dell’impresa, che possano supportare la gestione del cambiamento e la leadership clinica. L’ipotesi di una figura professionale “di supporto” nel campo della professione sanitaria era stata già descritta alcuni anni fa (Smith, 1991; Delamothe, 1993).
1.9 Seppur siano ancora pochi i lavori strutturati che aiutino a mettere in evidenza i migliori modelli ed i migliori strumenti per la crescita dell’efficienza e dell’efficacia della “presa in carico” del paziente dalle cure primarie alle cure specialistiche, emerge il valore: i) dell’attività formativa educativa nell’ambito delle cure primarie; ii) degli strumenti di prescrizione con contenuto informativo; iii) del coinvolgimento di più medici delle cure primarie nel decidere una richiesta di prestazione specialistica (Grimshaw et al., 2005).